22 aprile

Il mistero della morte

Foto Massimo Quattrucci - testo Fabio Pierangeli

galata morente

Di fronte al Galata morente mi vengono in mente i versi struggenti di Attilio Bertolucci che sono scritti (mi dicono) indelebili sul marmo del suo giaciglio terreno-eterno:

 

Assenza
più acuta presenza.
Vago pensier di te
Vaghi ricordi
Turbano l’ora calma
E il dolce sole. Dolente il petto
Ti porta, Come una pietra
Leggera.

 

Una dignità umana suprema, la spina della mancanza di un amore lontano o di una persona cara morta.
Eppure abbiamo visto la traccia di una altra strada, storia. Quella degli amici in Paradiso, presenza stabile e tangibile, come è commovente rilevare nell’articolo di Piccole note dedicato a don Giacomo a quattro anni dall’ultimo giorno di vita terrena

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