Mondo

20 aprile 2016

Russia e Ucraina: scambio di prigionieri con giallo

Vladimir Putin e Petro Poroshenko si sono parlati e si apprestano a fare uno scambio di prigionieri. Mosca rispedirebbe a casa la pilota ucraina Nadia Savchenko, condannata per aver preso parte all’assassinio di due giornalisti russi nel Donbass e per essere entrata illegalmente in Russia (presumibilmente è stata catturata dai ribelli del Donbass e consegnata a Mosca). In cambio Kiev rimanderebbe liberi Aleksandr Aleksandrov e Yevgenij Erofeyev, due ex agenti del servizio segreto militare russo condannati con l’accusa di aver tentato di favorire la conquista di una centrale elettrica ucraina da parte delle milizie del Donbass.

 

La notizia è stata riportata da Fabrizio Dragosei sul Corriere della Sera del 20 aprile, che scrive: «Il problema è che gli avvocati dei due soldati sono stati più volte sottoposti a pressioni e intimidazioni per la loro azione perché, secondo le organizzazioni umanitarie, i due russi “dovevano” essere condannati al più presto per organizzare lo scambio con la pilota detenuta a Mosca. Poi uno dei legali, Yurij Grabovskij è scomparso per alcune settimane. A marzo è stato trovato sepolto in un campo lontano da Kiev. L’avvocato sarebbe stato drogato e trucidato in maniera “molto violenta”. Le autorità ucraine hanno detto di aver fermato due sospetti, ma poi su questo omicidio si è steso un velo di silenzio».

 

Nota a margine. La vicenda ha avuto certa pubblicità, dal momento che la Savchenko è apparsa su tanti media occidentali, celebrata come un’eroina della libertà finita nelle grinfie dell’oppressore russo. La morte dell’avvocato dei due russi non ha fatto notizia, nemmeno una riga sui media fino a oggi. Invece ha certa rilevanza perché dimostra, semmai ce ne fosse bisogno, l’oscura deriva della quale è preda l’Ucraina e la mediocrità dell’informazione in Occidente.