9 aprile

Egitto: richiamato ambasciatore italiano

rtx120e0-e1375297827217La vicenda Regeni, il ragazzo italiano barbaramente assassinato in Egitto, si drammatizza: i risultati dell’inchiesta egiziana sul caso sono apparsi insufficienti all’Italia che ha richiamato l’ambasciatore dal Cairo. Spezzeremo le reni all’Egitto? Sulla vicenda, un’interessante intervista sulla Repubblica di Marina Ottaway. Senior scholar del Wilson center, è presentata dalla cronista Francesca Caferri come una «delle donne più ascoltate negli Stati Uniti». Nell’intervista spiega come Al Sisi e i suoi da tempo stanno perdendo «credibilità». E «questa crisi [si riferisce all’assassinio di Regeni ndr.], unita alla pessima situazione economica e al crescente scontento, potrebbe aiutare ad accendere la rabbia».

Tuttavia, la Ottaway non crede in una imminente rivoluzione. E però, «se l’opposizione non sarà abbastanza forte, potrebbe essere l’esercito stesso a liberarsi di lui. Non parlo di un golpe di ufficiali di basso rango contro la leadership ma dello stesso Consiglio superiore delle forze armate».

Nota a margine. L’interesse di tale intervista sta nella conferma di alcune ipotesi scritte in note precedenti: la crisi causata dall’omicidio Regeni sta mettendo alle corde Al Sisi. E forse era proprio il risultato che si riprometteva chi ha ordinato l’omicidio del giovane ricercatore italiano. Di certo l’unico che non aveva nulla da guadagnare da quella morte era il presidente egiziano.

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