7 aprile

Bruxelles: l’attentatore e le pulizie nella Ue

131937968-8d241a59-abe6-4b1c-be14-35c08eff2c81«Uno dei due terroristi che si è fatto esplodere all’aeroporto di Zaventem, a Bruxelles, ha lavorato per due mesi, dal 2009 al 2010, al Parlamento Ue, impiegato di una società di pulizia con contratto per studenti». La notizia è stata pubblicata dal Corriere della Sera del 7 aprile, che riporta un comunicato di ambito Ue che non specifica il nome dell’attentatore, particolare insignificante.

Nota a margine. Relegata a nota di colore, un trafiletto niente di più, la notizia ha invece grande rilevanza se messa in correlazione a quella alla quale abbiamo dedicato una nota (alla quale rimandiamo), che spiegava come presso l’aeroporto di Zavantem lavorano 50 foreign fighters provenienti dalla Siriamolti dei quali addetti alle pulizie.

Gli addetti alle pulizie possono entrare in locali inaccessibili al pubblico, hanno ripostigli per la loro attrezzatura, possono portare cose all’interno di edifici “sensibili”. Ora sappiamo che anche uno degli attentatori ha lavorato per una ditta di pulizie: la possibilità che avesse avuto contatti con qualcuno dei foreign foghters che lavoravano all’aeroporto di Zavantem può non essere remota…

Sono tanti i particolari di questa vicenda da chiarire, come ad esempio l’arresto della cosiddetta mente degli attentati di ParigiSalah Abdeslam, avvenuto poco prima dell’attentato a Bruxelles. Catturato, aveva dichiarato di voler collaborare con gli inquirenti a patto che non lo estradassero in Francia. Dopo gli attentati di Bruxelles si è ricreduto e ha voluto essere estradato, ripetendo che voleva collaborare.

Una collaborazione della quale non si parla più. E dire che sarebbe davvero prezioso un suo contributo a indagini tanto importanti… 

Riguardo al suo arresto, resta la curiosità riguardo al relativo video, al quale rimandiamo, che mostra una sequenza comica: la polizia schierata tra i passanti tra il via vai di automobili. Gli agenti sull’uscio dell’edificio dell’attentatore che si scostano per permettere all’uomo che esce di intraprendere una breve quando vana fuga lungo il marciapiede. Interrotta dagli spari della polizia, che secondo le autorità l’avrebbero ferito a una gamba.

Particolare curioso: quando fugge dall’edificio ha una felpa bianca (cosa che lo rende riconoscibilissimo) con cappuccio e un cappello bianco in testa, che evidentemente cade dopo che rovina a terra.

La sequenza relativa a questo particolare non si vede, ma le sequenze successive, che mostrano l’arresto, lo fanno vedere senza più il cappello e con il cappuccio della felpa ben calcato in testa. Evidentemente ad opera della polizia. Risultato, non si vede mai il volto dell’arrestato, pur notissimo per esser stato diffuso su tutti i giornali.

Ma al di là del particolare più o meno curioso, resta la sensazione straniante di una fuga surreale. Più che l’epilogo di una tragedia sembra una farsa.

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