29 marzo

Terrorismo e democrazia

hqdefault«Lo Stato islamico mette in pericolo la nostra sicurezza ma è anche, e forse soprattutto, una minaccia per le democrazie dell’Occidente che rischiano grosso in un clima di emergenza estrema». È il pensiero di Michael Walzer riportato in un’intervista pubblicata sul Corriere della Sera del 24 marzo.

Per il filosofo americano il contrasto al terrorismo più che sul piano bellico deve porsi sul piano di una repressione intelligente e professionale. Ma è necessario anche «tagliare ovunque possibile i canali di finanziamento dell’Isis».

Controcorrente, e per certi versi sorprendente, l’accenno successivo: «Il conflitto non è tra civiltà diverse, ma all’interno di ogni religione: in ognuna sono spuntati gruppi radicali pronti a tutto. Ci sono nell’islam, ma anche tra i cristiani, ci sono gli estremisti buddisti in Birmania, ci sono i nazionalisti induisti e i sionisti messianici in Israele. Il fanatismo religioso c’è in ogni civiltà: è quello che va combattuto».

Nota a margine. Tante le forze radicali che in questi anni sono fiorite in Occidente come conseguenza di questa guerra di civiltà. I cosiddetti cristiani rinati, la cui fede in Cristo si confonde con oscure pulsioni apocalittiche, furono grandi supporters delle guerre neocon realizzate sotto l’amministrazione Bush, che hanno creato un terreno di coltura ideale al terrorismo internazionale. Un fenomeno in ascesa, come testimonia il peso di tali correnti religiose nella campagna elettorale Usa.

Come sempre più rafforzato è il peso del radicalismo ebraico all’interno dello Stato di Israele: un fenomeno stigmatizzato da tanti e autorevoli esponenti della cultura e della politica ebraica. 

Non si tratta di fenomeni scollegati tra loro, dal momento che si alimentano a vicenda. 

È il paradosso (o forse no) delle guerre in Iraq, Siria o Libia: giustificate come necessarie per abbattere la tirannia ed esportare la democrazia, hanno portato – dove non c’era – il mostro del fondamentalismo islamico e creato in Occidente fondamentalismi di tipo nuovo che ne minano le basi democratiche,

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