8 marzo

La Turchia e il terrorismo internazionale

After Backing Syria's Islamist Rebels, Turkey Now Fears Al-Qaeda 'Boomerang' - Text by Radikal - Istanbul - Earlier in the Syrian war, Turkish officials backed the Islamist rebel group al-Nusra, seeing it as one of the most effective forces fighting against the regime in Damascus. But that's over. Indeed much has changed in Turkey vis-a-vis the Syria issue, with it being mentioned less and less by both the government in Ankara and various national media outlets. We do not hear a statement about Syria every morning and evening like we once did. There are some very basic reasons for this. While Turkey still wants to influence Syria, it understands that the regime cannot be toppled by its so-called ''authentic'' policy that risks leading to isolation. More importantly, Turkey recognizes the potential ''boomerang'' effect when certain elements are set loose from its borders, including organizations with links to al-Qaeda such as al-Nusra and the Islamic State of Iraq and the Levant (ISIL). Experience shows that these organizations ''bite the hand that feeds'' them: there was, most notably, the way the U.S., Pakistan and Saudi Arabia eventually became victims of al-Qaeda despite their roles in its foundation. Turkey avoided making a clear statement about these organizations for a long time. But things have changed since al-Qaeda-related organizations started to clash with other elements of the Syrian opposition. Shutting the border - Clearly, not every method is viable to strengthen the Syrian opposition. The ISIL took control over the Syrian town of Azaz, across Ceylanpinar at the border with Turkey. Only 30 kilometers away from Aleppo, Azaz is a strategically important location for the opposition since it is on the route used to provide logistic support from Turkey. But then Turkey was forced to shut down the border gates after Azaz fell to al-Qaeda control. The coinciding al-Qaeda attacks in Nigeria and Peshawar, Pakistan, which attracted world attention and put pro-a

«Repubblica di Turchia Ministero degli Interni Prefettura di Hatay Protocollo numero: 21714546.47201 (81340) 224-5826/42438 15/03/2013 Oggetto: Nel territorio della nostra provincia per motivi di nostra sicurezza e contro i terroristi del PKK e il suo braccio PYD, appoggiamo i mujahideen di al-Nusra in Siria a queste condizioni di appoggio logistico e alloggio a queste persone nel nostro territorio e negli enti pubblici per i servizi sociali. Circolare n° 2013/12 Sotto il controllo dei Servizi Segreti Nazionali e contro il PKK e il suo braccio politico PYD appoggiare specialmente i ceceni e i tunisini collegato ad al-Nusra e ai mujahideen nella nostra provincia per favorire il loro passaggio in Siria, da parte dei nostri servizi segreti, in ogni modo e in ogni forma riservata».

«A questo proposito: Il nostro territorio di Hatay è strategico per il passaggio logistico di gruppi islamici, così come per l’addestramento, per l’alloggio, per le cure sanitarie visto che la maggior parte di loro passa di qui. Le strutture dei Servizi Segreti Nazionali sono state incaricate di ciò sotto il coordinamento del nostro Prefetto. Le istituzioni civili, riservatamente, devono favorire il passaggio sia via terra che via aria, di coloro che sono presenti sul territorio della nostra provincia. Quanto sopra va eseguito scrupolosamente e applicato nelle modalità indicate». Si tratta di un documento del Ministero dell’Interno turco firmato da Muammer Guler nel 2013. Lo ha pubblicato il giornale turco Kuzay Anadolu Gazetesi, a sua volta ripreso dal sito russo Kavkazpress il 26 febbraio 2016 e dal Giornale il 7 marzo.

Nota a margine. Documento di interesse notevole perché evidenzierebbe il rapporto tra le autorità turche e al Nusra, organizzazione terroristica legata ad al Qaeda, e altri movimenti jihadisti anti-Assad e anti-curdi. Può essere un falso? Certamente la circostanza sarebbe da approfondire, stante che, tra l’altro, l’Unione europea sta trattando con i turchi per contenere il flusso di migranti.

Trattativa nella quale è previsto un finanziamento di 3 miliardi (altri 3 sono stati stanziati in precedenza) per Ankara. Soldi che, a stare a questo documento, andrebbero anche a finanziare il terrorismo internazionale, quello che ha seminato stragi in Europa e minaccia di metterla a ferro e fuoco.

Sicuramente quando nel documento si accenna al fatto che la «maggior parte» degli jihadisti anti-Assad, miliziani di al Nusra compresi, «passa da qui» non meraviglia, anzi. Si sa che il territorio turco è da tempo zona di transito per tali organizzazioni (basti pensare, ad esempio, ai tanti foreign fighters occidentali che per combattere in Siria sono passati da Ankara). Una circostanza che a volte è stata anche oggetto di lamentele da parte dell’Occidente. 

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