Mondo

8 marzo 2016

La Turchia e il terrorismo internazionale

«Repubblica di Turchia Ministero degli Interni Prefettura di Hatay Protocollo numero: 21714546.47201 (81340) 224-5826/42438 15/03/2013 Oggetto: Nel territorio della nostra provincia per motivi di nostra sicurezza e contro i terroristi del PKK e il suo braccio PYD, appoggiamo i mujahideen di al-Nusra in Siria a queste condizioni di appoggio logistico e alloggio a queste persone nel nostro territorio e negli enti pubblici per i servizi sociali. Circolare n° 2013/12 Sotto il controllo dei Servizi Segreti Nazionali e contro il PKK e il suo braccio politico PYD appoggiare specialmente i ceceni e i tunisini collegato ad al-Nusra e ai mujahideen nella nostra provincia per favorire il loro passaggio in Siria, da parte dei nostri servizi segreti, in ogni modo e in ogni forma riservata».

 

«A questo proposito: Il nostro territorio di Hatay è strategico per il passaggio logistico di gruppi islamici, così come per l’addestramento, per l’alloggio, per le cure sanitarie visto che la maggior parte di loro passa di qui. Le strutture dei Servizi Segreti Nazionali sono state incaricate di ciò sotto il coordinamento del nostro Prefetto. Le istituzioni civili, riservatamente, devono favorire il passaggio sia via terra che via aria, di coloro che sono presenti sul territorio della nostra provincia. Quanto sopra va eseguito scrupolosamente e applicato nelle modalità indicate». Si tratta di un documento del Ministero dell’Interno turco firmato da Muammer Guler nel 2013. Lo ha pubblicato il giornale turco Kuzay Anadolu Gazetesi, a sua volta ripreso dal sito russo Kavkazpress il 26 febbraio 2016 e dal Giornale il 7 marzo.

 

Nota a margine. Documento di interesse notevole perché evidenzierebbe il rapporto tra le autorità turche e al Nusra, organizzazione terroristica legata ad al Qaeda, e altri movimenti jihadisti anti-Assad e anti-curdi. Può essere un falso? Certamente la circostanza sarebbe da approfondire, stante che, tra l’altro, l’Unione europea sta trattando con i turchi per contenere il flusso di migranti.

 

Trattativa nella quale è previsto un finanziamento di 3 miliardi (altri 3 sono stati stanziati in precedenza) per Ankara. Soldi che, a stare a questo documento, andrebbero anche a finanziare il terrorismo internazionale, quello che ha seminato stragi in Europa e minaccia di metterla a ferro e fuoco.

 

Sicuramente quando nel documento si accenna al fatto che la «maggior parte» degli jihadisti anti-Assad, miliziani di al Nusra compresi, «passa da qui» non meraviglia, anzi. Si sa che il territorio turco è da tempo zona di transito per tali organizzazioni (basti pensare, ad esempio, ai tanti foreign fighters occidentali che per combattere in Siria sono passati da Ankara). Una circostanza che a volte è stata anche oggetto di lamentele da parte dell’Occidente.