Notes

5 marzo 2016

Di guarigioni misteriose e dell’ironia del Signore

Molti ricorderanno le feste, e le controversie, suscitate dalla traslazione temporanea a Roma dei corpi di padre Pio (piace chiamarlo ancora così) e san Leopoldo Mandic in occasione del Giubileo della misericordia. La vicenda ha avuto una coda interessante. Di ritorno da Roma, il corpo di Leopoldo Mandic è stato esposto alcuni giorni presso il santuario di Loreto.

 

Una tappa scelta anche per ricordare un soggiorno del santo presso il più noto santuario mariano, che vi si recò per sette giorni nel 1918, alla fine della grande guerra. Qui la santa reliquia è stato esposta alla devozione dei fedeli dall’11 al 14 febbraio. E qui è accaduto qualcosa. Una ragazza affetta da una grave infezione alla mascella sarebbe inspiegabilmente guarita prima di essere operata.

 

A quanto pare la ragazza ha strofinato un fazzoletto sull’urna del santo per poi metterlo a contatto con il viso e ottenere così la grazia richiesta. Il condizionale è d’obbligo, ché avvenimenti del genere richiedono la prudenza del caso.

E però pare che i medici siano rimasti basiti. E certo l’arcivescovo Giovanni Tonucci, prelato di Loreto e delegato pontificio per la basilica di sant’Antonio da Padova, prima di annunciare pubblicamente la cosa avrà fatto le sue brave verifiche (per poi avviarne ovviamente di più approfondite).

 

Insomma qualcosa è successo, fosse anche una grazia singolare più o meno misteriosa. Tanto che i giornali locali hanno diffuso la notizia parlando di miracolo. Riportiamo l’accadimento non solo per segnalare il felice evento, ché al di delle dinamiche del caso la ragazza è guarita, ma anche per sottolineare un aspetto alquanto ironico della vicenda.

 

Quando sono state portate a Roma le spoglie dei due santi, san Leopoldo era apparso come una sorta di inutile orpello alla “visita” del più noto “collega”. Tutti i giornali, infatti, come anche gli uomini di Chiesa e la devozione popolare, hanno indirizzato la loro attenzione  sul frate di Pietralcina, ignorando il suo omologo padovano.

 

Evidentemente il Signore, con certa ironia, ha voluto riequilibrare un po’ le cose. A suo modo, concedendo il dono di fare una grazia al suo amico più obliato. Cosa che avrà rallegrato anche il cuore di padre Pio, che certo nella sua umiltà non deve aver gradito l’ingrato ruolo in cui è stato relegato il suo confratello (erano ambedue cappuccini).

Una grazia, tra l’altro, non accaduta a Roma, dove tutti attendevano cose, ma altrove, sulla via del ritorno,

 

Così è della fantasia del Signore, che sceglie chi vuole e ha i suoi tempi, al di là delle immagini e dei ragionamenti degli uomini. Una fantasia infinita, che si comunica, nella sua onnipotenza, ai bambini; quelli dei quali è il Regno dei cieli. A loro il mondo appare come un libro le cui pagine devono ancora esser scritte. Per questo sono più pronti a cogliere le righe che la mano del Signore va a vergarci sopra.