Mondo

4 marzo 2016

Spagna: sequestrate 20.000 uniformi comprate dall’Isis

La polizia spagnola ha sequestrato 20.000 uniformi destinate a organizzazioni jihadiste in Siria e Iraq. Il ministero dell’Interno ha spiegato che erano dirette in particolare all’Isis e ad al-Nusra. E che il sequestro, tre container intercettati tra Valencia e  Algeciras, ha portato alla cattura di sette persone e alla disarticolazione di una rete internazionale di supporto ai terroristi che, oltre alle uniformi, aveva inviato con certa continuità ai loro clienti anche materiale militare e apparecchiature elettroniche.

 

Le uniformi erano classificate come «vestiti di seconda mano», così da poter attraversare tranquillamente i controlli. Ed erano state acquistate attraverso una normale contrattazione nella quale erano stati discussi anche qualità (ottima) e prezzo (buono) del prodotto. Con queste uniformi si poteva vestire «un intero esercito», come hanno affermato le autorità spagnole. La notizia è stata riportata da El Mundo del 3 marzo.

 

Nota a margine. L’operazione della polizia spagnola evidenzia come il rapporto tra i terroristi e le sue reti di supporto non siano poi così invisibili. Eppure l’intelligence di mezzo mondo non sembra in grado di produrre alcun risultato in tal senso.

 

E dire che costerebbe molto meno investire su indagini di questo genere piuttosto che inviare navi, aerei e militari contro l’Isis e le altre agenzie del terrore. E sarebbe molto più efficace: i miliziani si possono sostituire facilmente, in fondo sono carne da macello e l’uno vale l’altro. I soldi no. Se all’Isis non arrivassero fondi e assistenza logistica sarebbe costretto a chiudere subito il suo macabro esercizio. Per bancarotta (fraudolenta, ovviamente).