4 marzo

Strage San Bernardino: il bizzarro errore dell’Fbi

ap_james_comey_dm_130530_wmain«”È stato fatto un errore nelle 24 ore dopo l’attacco”, ha ammesso James Corney, settimo e ultimo direttore dell’Fbi, davanti alla commissione giustizia del Congresso. Ipotesi avanzata da più parti nei giorni scorsi, iniziando da Tim Cook della Apple. Qualcuno, subito dopo la strage del 2 dicembre compiuta da Syed Farook, ha provato a reimpostare la password del suo iPhone 5c. O meglio, ha cambiato la parola chiave di iCloud, il servizio online della Apple dove si conserva copia di quel che contiene un iPhone, portando al disastro». Così Jaime D’Alessandro sulla Repubblica del 4 marzo racconta un bizzarro retroscena dell’inchiesta sulla strage di san Bernardino.

Nota a margine. Singolare il retroscena che si cela dietro il contenzioso che da giorni arrovella il mondo, da quando cioè l’Fbi ha chiesto alla Apple una chiave universale che gli permetta di accedere all’iPhone di Farouk, cosa alla quale l’azienda di Cook si è opposta perché potrebbe essere usata per entrare negli iPhone di tutti i suoi clienti.

Il problema è che Farouk aveva interrotto da mesi la sincronizzazione con iCloud, la quale poteva invece essere ripristinata se solo il tecnico dell’Fbi non avesse fatto quella disastrosa quanto inutile operazione. Pasticcioni i tecnici dell’Fbi. E dire che per un caso così importante avranno anche chiamato qualcuno tra i migliori a loro disposizione.

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