Mondo

1 marzo 2016

Robert Kagan e l’endorsement verso la Clinton

«Quando la peste discese su Tebe, Edipo mandò il suo cognato dall’oracolo di Delfi per scoprirne la causa. Si accorse appena che il crimine per il quale Tebe veniva punita era il suo. Il Partito Repubblicano di oggi è il nostro Edipo. Una piaga è scesa sul partito sotto forma del successo del maggior demagogo-ciarlatano nella storia della politica degli Stati Uniti [Donald Trump ndr.]. Il partito cerca disperatamente la causa e il rimedio senza rendersi conto che, come Edipo, è il partito stesso che ha prodotto questa piaga. i crimini politici del partito sono stati puniti con una sorta di giustizia cosmica, come accade nella tragedia greca». Questo l’inizio di un articolo di Robert Kagan pubblicato sul Washington Post il 25 febbraio che mette in luce il conflitto tra il candidato repubblicano ad oggi più accreditato nella corsa verso la Casa Bianca e l’apparato del Great Old Party, che  è stato travolto da questo mostro (lo definisce «Frankenstein»), che ha esso stesso evocato con i suoi tragici errori.

 

«Cosa fare ora?» Si chiede Kagan nella conclusione del suo articolo. «La creazione dei repubblicani sarà presto lasciata libera sulla terra, lasciando ad altri il lavoro che il partito non è riuscito a svolgere. Per questo ex repubblicano, e forse per gli altri, l’unica scelta sarà quella di votare per Hillary Clinton. Il partito non può essere salvato, ma il paese ancora sì».

 

Nota a margine. L’endorsement di Robert Kagan verso Hillary Clinton è molto significativo. Paul Kagan in questi anni si è accreditato come voce ufficiale dei neoconservatori americani, quella pattuglia di politici che, partiti dalla sinistra, sono confluiti nel partito repubblicano con l’idea di prenderne le redini per realizzare una rivoluzione conservatrice nel Paese e nel mondo.

 

Un’idea che si è realizzata nel decennio bellico di George W. Bush, nel quale i neocon hanno gestito di fatto l’amministrazione (debole il contrasto interno), immaginando un nuovo approccio degli Stati Uniti verso il mondo secondo il modello condensato nel New American Century, il progetto per un nuovo secolo americano, dottrina elaborata per accrescere l’egemonia mondiale degli Stati Uniti d’America.

 

Non ci sarebbe nulla di male nel progettare linee guida utili alla prosperità della propria nazione, se non fosse che corollario necessario di tale dottrina, come è stato evidente nel decennio bellico post 11 settembre, è la guerra permanente (o guerra infinita in termini esoterici), strumento indispensabile con il quale realizzare tale egemonia. Paul Kagan, nel suo endorsement verso la Clinton, non parla per sé.

 

Presidenziali Usa un po’ inquietanti a giudicare dai due candidati ad oggi più accreditati. Non si sa bene cosa augurarsi, non resta che la speranza di un qualche imprevisto, durante o dopo questa strana campagna elettorale.