Mondo

24 febbraio 2016

Obama annuncia la (possibile) chiusura di Guantanamo

Barack Obama ha annunciato che chiuderà il supercarcere per terroristi di Guantanamo. Una decisione «che segnerà il trionfo della moralità e della decenza sulla politica», ha commentato Larry Siems, ex direttore dell’associazione degli scrittori americani per la libertà di espressione, in un’intervista rilasciata ad Anna Lombardi per la Repubblica del 24 febbraio. «È stato un luogo di abusi terribili che cela tremendi segreti», ha proseguito Siems, «Forse ora quei segreti verranno svelati».

 

Nell’intervista accenna al fatto che anche alcuni falchi repubblicani, tra i quali John Mc Cain, sono favorevoli alla decisione, in quanto concordano con il presidente Usa «sull’inutilità di questa struttura costosa, che non garantisce la sicurezza di nessuno ed è una vergogna per l’America».

 

Nota a margine. Quando sono a scadenza di mandato, i presidenti degli Stati Uniti hanno il problema di passare alla storia. Probabile ci sia anche questa motivazione dietro l’annuncio di Obama, che ha deciso di sciogliere questo nodo dolente solo ora, nonostante facesse parte delle sue promesse elettorali. Non sarà facile, dal momento che incontrerà contrasto e garbugli più o meno legali da dirimere per riuscire nell’intento.

 

Già, la legalità, una parola che Siems non usa nel suo esultante commento. Ma che a noi sembra invece il punto centrale della questione. Perché Guantanamo, al di là dei suoi oscuri segreti (che difficilmente saranno svelati) di carcerati e carcerieri, è stata uno dei simboli più terrificanti di questi anni di lotta al terrorismo e di guerra permanente. 

 

Anni nei quali si è fatto strame del diritto internazionale e, parallelamente (né poteva essere diversamente), dei diritti individuali, dalla privacy dei cittadini agli orrori di Guantanamo, appunto, nel cui abisso, come si accenna anche in altra parte dell’intervista, sono stati precipitati anche tanti innocenti. 

 

Non si può che salutare con gratitudine tale decisione, anche se deve pur esser chiaro che non è solo eliminando questo lugubre simbolo che si risana lo strame del Diritto consumato in questi anni.

La tragica destabilizzazione mondiale causata dal terrorismo e dall’antiterrorismo globale ha consegnato il mondo alla follia dell’arbitrio. Quel Diritto va ripristinato: non ne va solo dell’immagine degli Stati Uniti d’America (e dell’Europa, più o meno connivente con il potente alleato), ma della pace mondiale.

 

Farebbe sorridere, infine, se non fosse tragico, quel cenno all’inutilità della struttura… se ne accorgono adesso?