Roma felix

16 febbraio 2016

Il Salvator mundi in Laterano

Pina Baglioni

Al Laterano, il fulcro attorno al quale ruota parte importante della storia della Chiesa di Roma, carità e arte si fondono nell’immagine di Cristo Salvatore del mondo.

La storia parte da lontano, esattamente dalla prima metà IV secolo: la basilica lateranense voluta da Costantino il Grande fu intitolata al Santissimo Salvatore e consacrata il 9 novembre del 324, sotto il pontificato di Silvestro I. Per l’occasione, fu realizzato un mosaico raffigurante il Salvator mundi per il catino absidale della cattedrale.

La dedicazione di questa basilica a San Giovanni Battista, così come la conosciamo attualmente, ebbe luogo molto più tardi, nel IX secolo, ad opera di papa Sergio III; mentre tre secoli più tardi, papa Lucio II estese la dedicazione a san Giovanni evangelista, l’apostolo prediletto da Gesù.

 

Il Volto Santo

La storia del Salvator Mundi s’intreccia con quella del Volto Santo, un’icona del Volto del Signore rimasta impressa sul velo della Veronica quando questa le asciugò il viso durante la salita al Calvario.

Nel VII secolo circa l’icona del Volto Santo o Acheropirita del Salvatore (cioè, dipinta da mano non umana), proveniente da Costantinopoli, fu collocata nella cappella di San Lorenzo al Patriarchio Lateranense, la cappella privata del papa, a due passi dalla basilica.

 

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