8 febbraio

Siria: la sospetta emergenza umanitaria e la Turchia

In visita ad Ankara, la cancelliera Angela Merkel si è detta «inorridita» dello spettacolo dei profughi siriani che fuggono dai bombardamenti russi. «Pur di tenere lontani i profughi siriani che qualche mese fa aveva accolto a braccia aperte per poi pentirsi, il cancelliere tedesco Angela Merkel, oggi in Turchia, dichiara qualunque cosa», scrive in proposto Alberto Negri sul Sole 24 Ore. chiedendosi: «Ma perché non afferma la stessa cosa della barbarie del Califfato e dei jihadisti?».

Durante la visita, la Merkel, continua Negri, si è detta d’accordo nel coinvolgere la Nato «per fermare la massa dei profughi»; cosa che, spiega il cronista, suona come un «via libera alla Turchia per creare una “zona cuscinetto”» in territorio siriano, finora negata anche dagli Stati Uniti.

 

Questa strana e tardiva sollecitudine umanitaria, conclude Negri, in realtà sembra nascere «per impedire un’affermazione della Russia e dell’unico fronte che combatte l’Isis sul campo», stante che Usa, sauditi e turchi non hanno mai veramente combattuto il terrorismo, ma solo «tenuto “sotto controllo intanto che svolgeva il suo compito di abbattere il regime di Assad […] Allora milioni di profughi in Iraq, Siria, Giordania, Libano, Turchia, sembrava che fossero un prezzo equo pur di far fuori il raìs siriano L’impressione però è che l’Occidente e la signora Merkel si siano svegliati tardi e si affidino a un raìs, quello turco, che non è la soluzione ma una parte del problema».

 

Nota a margine. Invero intelligente l’analisi, cui ci permettiamo di aggiungere un piccolo ricordo. Dopo le stragi del Bataclan, il presidente francese François Hollande fece proclami di guerra: la portaerei Clemenceau avrebbe fatto rotta verso la Siria, mentre l’aviazione francese era pronta a incenerire l’Isis.

 

La Russia mostrò grande interesse, dichiarando pubblicamente tutta la sua soddisfazione per aver trovato finalmente un alleato con il quale si era detto pronto a collaborare. Ovviamente la cosa non ebbe nessun seguito e i russi hanno continuato da soli la loro guerra contro l’Isis. Ora che sembra essere arrivati a un punto di svolta, con Aleppo circondata, pare che qualcuno tenti di usare l’emergenza umanitaria, che pure esiste e non va ignorata (come nel passato appunto), per frenare un esito indesiderato.

 

C’è bisogno di una soluzione politica al conflitto, che ponga fine all’emergenza umanitaria. Ma, in questa prospettiva, affidarsi al Califfo di Ankara è l’opzione peggiore e più devastante.

Vedremo, non sembra che il Dipartimento di Stato Usa condivida l’afflato della Cancelliera per le mire espansioniste della Turchia e dei sauditi (en passant, crediamo doveroso segnalare anche l’emergenza umanitaria in Yemen, la cui popolazione civile è da tempo sotto i bombardamenti indiscriminati dei sauditi; questa emergenza, a quanto pare, non fa “inorridire” nessuno).

11 agosto

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