Mondo

30 gennaio 2016

Le mail top secret inguaiano la Clinton

«Adesso lo scandalo delle mail minaccia davvero di deragliare la campagna presidenziale di Hillary Clinton. Almeno 22 messaggi che erano finiti nella sua posta elettronica privata, quando era segretario di Stato, erano così segreti che non potranno essere pubblicate nemmeno facendo qualche censura. Lo ha ammesso ieri lo stesso dipartimento di Stato, confermando una notizia che rischia di complicare la sua posizione legale e azzoppare la sua corsa alla Casa Bianca». Così sulla Stampa del 30 gennaio Paolo Mastrolilli  (Per Hillary l’incubo mail Ventidue erano top secret).

 

Nota a margine. Più che favorita, come succede da tre elezioni presidenziali, la Clinton sta progressivamente consumando le sue chanches di vittoria. Reagirà anche a questa tegola, è persona tenace, ma il colpo è forte e denso di incognite.

 

Sembra che l’entourage della Clinton si sia adirato con lo staff dell’amministrazione Usa per aver diffuso la notizia prima dell’inizio delle primarie (presto si voterà nello Iowa). Ma non c’era scelta, hanno spigato al dipartimento di Stato: era l’ultimo giorno utile per rispondere alle richieste degli inquirenti.

 

In realtà, al di là del dato, è vero che tra Obama e la Clinton non è mai corso buon sangue. Tanti i motivi di distanza, ma in particolare il nodo siriano: fautore di un approccio soft alla crisi, nonostante le tante ambiguità, Obama ha trovato forte contrasto nell’assertività della Clinton. Per una strana ironia del destino, la notizia delle mail “top secret” è trapelata proprio alla vigilia della ripresa dei negoziati sulla Siria.