Notes

26 novembre 2015

Di lupi e di agnelli

Sul breviario di oggi, un’omelia di san Giovanni Crisostomo. Ne riportiamo un passo che ci sembra di stretta attualità, oggi che i lupi sembrano più feroci che mai. Può essere di conforto al cuore e all’intelligenza.

 

Finché saremo agnelli, vinceremo e, anche se saremo circondati da numerosi lupi, riusciremo a superarli. Ma se diventeremo lupi, saremo sconfitti, perché saremo privi dell’aiuto del pastore. Egli non pasce lupi, ma agnelli. Per questo se ne andrà e ti lascerà solo, perché gli impedisci di manifestare la sua potenza.
È come se Cristo avesse detto: “Non turbatevi per il fatto che, mandandovi tra i lupi, io vi ordino di essere come agnelli e colombe. Avrei potuto dirvi il contrario e risparmiarvi ogni sofferenza, impedirvi di essere esposti come agnelli ai lupi e rendervi più forti dei leoni. Ma è necessario che avvenga così, poiché questo vi rende più gloriosi e manifesta la mia potenza”. La stessa cosa diceva a Paolo: “Ti basta la mia grazia, perché la mia potenza si manifesti pienamente nella debolezza”. Sono io dunque che vi ho voluto così miti.
Per questo quando dice: “Vi mando come agnelli”, vuol far capire che non devono abbattersi, perché sa bene che con la loro mansuetudine saranno invincibili per tutti.