Chiesa

13 novembre 2015

Il Giubileo a Gaza

«Il 20 dicembre, nella piccola parrocchia della Sacra Famiglia, a Gaza, il patriarca latino di Gerusalemme aprirà il Giubileo della Misericordia. A varcare la Porta Santa saranno poco meno di 200 fedeli, guidati dal parroco, padre Mario da Silva». Così sull’agenzia Sir il 12 novembre.

 

In realtà, per il Giubileo della misericordia erano previste due porte sante per la diocesi, a Nazareth e a Gerusalemme (presso la basilica del Getsemani), ma padre Mario ha raccontato: «Abbiamo detto al patriarca Fouad Twal che sarebbe stato impossibile, per noi, uscire dalla Striscia per venire a celebrare il Giubileo. Così ha voluto che nella nostra parrocchia fosse aggiunta una terza porta santa. Sarà lo stesso patriarca ad aprirla il 20 dicembre in occasione della tradizionale celebrazione natalizia».

 

«Nel nostro piccolo cerchiamo di spargere semi di perdono e di riconciliazione, innanzitutto fra di noi», ha detto ancora padre Mario riferendosi alla triste situazione di Gaza, ancora stretta dall’embargo da parte di Israele. E ha spiegato che il Giubileo è «come un bicchiere di acqua fresca per l’assetato, un tempo di verifica e di impegno per proseguire con coraggio sulla strada tracciata dal Vangelo».

 

Nota a margine. A volte sui media e nella percezione dei cristiani sembra che la Chiesa si esaurisca nel Vaticano, oggi nuovamente scosso dagli scandali. Questa breve notizia, oltre a essere spunto di riflessione riguardo la grave situazione in cui versa la Terrasanta, dove il conflitto tra israeliani e palestinesi non trova spiragli (alimentando ancora di più il clima di odio reciproco), può essere utile a guardare in altro modo la Chiesa, che vive in quei duecento fedeli forse più che altrove…