22 ottobre 2015

Stati Uniti: la rinuncia di Biden

«Analizzando con cura tutti gli indizi – il video sulla lunghissima carriera politica e sulle tragedie familiari diffuso dall’organizzazione politica che lo affianca, le sortite sul “blitz” contro Bin Laden e l’ostilità nei confronti dei repubblicani che sembravano fatte apposta per mettere in difficoltà Hillary Clinton e per costruirsi una piattaforma elettorale – gli analisti politici più raffinati erano giunti a una conclusione unanime: Joe Biden è deciso a candidarsi.

Quando ieri la Casa Bianca ha fatto sapere che il vicepresidente avrebbe fatto un annuncio entro pochi minuti, l’allargamento della rosa dei candidati alla nomination democratica sembrava ormai scontato. E, invece, il 72enne Biden ha sorpreso tutti annunciando la sua rinuncia». Così inizia un articolo di Massimo Gaggi pubblicato sul Corriere della Sera del 22 ottobre (titolo articolo: «La finestra si è chiusa». Biden rinuncia, non sarà mai presidente).

Nel suo discorso, Biden ha anche detto che comunque non rimarrà in silenzio, frase di difficile interpretazione che però indica la volontà di continuare a far politica in altro modo.

Nota a margine. Con l’esclusione di Biden dalla corsa alla Casa Bianca si chiude una fase politica americana, dal momento che egli rappresentava la continuazione dell’attuale amministrazione Usa. La politica estera obamiana, con i suoi pregi e i suoi difetti, fatta di compromessi alti (Iran, Cuba etc…) e altrettante drammatiche indecisioni (causate anche dai continui contrasti con gli influenti ambiti neocon)  finirà con l’attuale presidente.

Ad oggi la candidatura democratica appare saldamente in mano a Hillary Clinton, dal momento che il suo unico avversario credibile, il “socialista” Bernie Sanders, non sembra attrezzato alla corsa.

Nel caso che in casa democratica non avvengano sorprese, sempre possibili in questa corsa che azzoppa tanti cavalli in corsa (tra l’altro la Clinton deve ancora chiudere i conti con il mail gate), al momento la sfida per la Casa Bianca sembra destinata a risolversi in uno scontro tra lei e il bizzarro Donald Trump, che vola nei sondaggi di parte repubblicana.

Sfida che sembrerebbe favorirla, stante che la carica populista del possibile avversario, se oggi fa premio sugli elettori repubblicani, può diventare d’inciampo nell’eventuale testa a testa finale dove a esprimersi sono tutti i cittadini americani.

Così, anche se il futuro è ancora tutto da scrivere, il non possumus di Biden gioca tutto a favore dell’ex Capo del Dipartimento di Stato americano. La corsa alla Casa Bianca è alla prima vera svolta.

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