31 luglio

Il nazismo e l’accordo di Haavara

haavaraNella rubrica delle lettere, Sergio Romano accenna al contenuto del libro “La storia degli ebrei dalle origini ai nostri giorni” di Michel Abitbol, noto orientalista francese. Nel volume si dà conto dell’accordo di Haavara (trasferimento), del 1933, siglato tra Hitler e i movimenti sionisti, grazie al quale gli ebrei forzatamente emigrati in Palestina «avrebbero recuperato almeno in parte le somme lasciate in Germania grazie all’esportazione di prodotti tedeschi destinati alle comunità ebraiche già insediate nel mandato britannico».

Un accordo, scrive Romano, che «paradossalmente piaceva a entrambe le parti. Il regime traeva un vantaggio economico dall’espulsione degli ebrei e i movimenti sionisti erano lieti che l’ebraismo tedesco andasse a rafforzare la presenza ebraica in Palestina».

A questo proposito Romano ricorda che l’antisemitismo nazista ebbe due fasi: nella prima le molte prevaricazioni e violenze dovevano servire «a accelerare la partenza degli ebrei dalla Germania […] In una seconda fase, dopo la dichiarazione di guerra all’Urss e l’occupazione di territori dove gli insediamenti ebraici erano particolarmente numerosi, l’obiettivo fu il totale annientamento degli ebrei».

Romano spiega che con la strategia del trasferimento (che durò fino al 1940) Hitler sperava di mettere in crisi il mandato britannico in Palestina, alimentando la conflittualità tra ebrei e arabi, e che il gran Muftì di Gerusalemme «chiese più volte al governo tedesco d’interrompere l’emigrazione ebraica verso la Palestina».

Nota a margine. Invero sorprendenti le rivelazioni di questo libro che si fonda certo su una documentazione solida, dal momento che Abitol, israelo-marocchino di nascita e specializzato in studi sul rapporto arabi-ebrei, oltre a lavorare in Francia è ricercatore presso l’Università di Gerusalemme, ha collaborato all’Histoire universelle des Juifs, diretta dallo storico e diplomatico Élie Barnavi, ed ha fornito un notevole contributo all’Enciclopedia giudaica.

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