20 aprile

Beato Angelico, Resurrezione, particolare della Maddalena

 

Nell’ottava cella del corridoio di sinistra del Convento di San Marco, Beato Angelico ha dipinto una Resurrezione. Secondo la critica l’esecuzione non è tutta sua, ma certamente suoi sono i due particolari più indimenticabili di questo affresco: il primo è il volto di San Domenico inginocchiato, il secondo è quello su cui vorrei intrattenermi in queste prossime righe. L’Angelico nell’immagine assomma gli elementi desunti dal Vangelo di Marco e a quelli presi da Luca: così vediamo al Sepolcro  «Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo e Salome» (Mc 16,1) e Giovanna (Lc 24,10). Nel gruppo di destra tre di loro se ne stanno un po’ a lato, stringendo tra le mani i vasi degli unguenti («la mattina molto per tempo, esse si recarono al sepolcro, portando gli aromi che aveano preparato», dice Luca). Una si è staccata: è Maria Maddalena, che con minor timore e grazie a una dimestichezza con il Signore si è avvicinata al Sepolcro, per guardarvi dentro.

È un’immagine stupenda: Maria con una mano s’appoggia al bordo della tomba e con l’altra si protegge il viso in un gesto istintivo che può essere letto come incredulità o come estrema commozione. Gesù Risorto in realtà è alle sue spalle, dentro una mandorla sfolgorante. Lei quindi sta guardando un luogo vuoto, ma quel vuoto è indizio di un qualcosa di inatteso, di strabordante ogni desiderio. La Maddalena, prima ancora di voltarsi e vedere, dall’indizio del sepolcro vuoto, ha iniziato a capire. E dopo aver sperimentato la tristezza senza soluzioni per la morte del Signore, ora si sente sopraffatta dalla sensazione che qualcosa di inaudito è accaduto. Tiene anche gli occhi chiusi, come per un tremore che la prende rispetto a quello che embrionalmente intuisce. È anche una gioia, all’inizio quasi frastornante, perché rendersi conto di quel fatto accaduto non è automatico: La Resurrezione è un fatto che il cuore non riesce quasi a contenere, tant’è vero che al primo incontro, lì nei pressi del Sepolcro, la stessa Maddalena esiterà a riconoscere Gesù. Così quando la vediamo proteggersi con la mano, possiamo immaginare che lei pre-senta che tra poco quell’uomo, che era morto ucciso sulla Croce, le si paleserà davanti e soprattutto la chiamerà di nuovo per nome: «Maria». E possiamo immaginare che il cuore, presagendo inconsciamente questo, le batta forte come poi ai due discepoli di Emmaus.

Beato Angelico tutto questo non lo deduce meccanicamente da un racconto, ma lo dipinge per forza di immaginazione. E quando un artista mostra una capacità di immaginare, così aderente e così fedele a come verosimilmente potrebbero essere andate le cose, genera figure, come questa, che difficilmente si possono dimenticare. Buona Pasqua.

 

Il quadro del Beato Angelico al quale si riferisce il particolare commentato in questo Riquadro, si può vedere alla rubrica Come in Cielo (omelia di don Giacomo Tantardini).

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