7 novembre 2013

Arafat è stato assassinato

Una relazione medica di oltre cento pagine firmata da dieci medici di fama mondiale. Ormai è certo: Yasser Arafat è stato assassinato con polonio radioattivo. La notizia, già trapelata, è ora ufficiale ed è stata rilanciata su tutti i giornali il 7 novembre, con dovizia di particolari.

Trovata l’arma del delitto, si tratta di capire chi sia l’assassino. I media scavano all’interno dell’entourage dello storico leader palestinese, ma ovviamente si tratta di un artificio capzioso. Se è vero che il killer, o i killer, potevano e dovevano avere accesso ad Arafat, è pur vero che era impossibile per un palestinese, anche importante, procurarsi il polonio necessario, stante i controlli internazionali che vigevano sull’Autorità palestinese, allora impegnata in un serrato confronto con Israele che aveva stretto la Muqata in una morsa di ferro e costretto Arafat, di fatto, agli arresti domiciliari nel suo quartier generale.

Insomma, i mandanti dell’omicidio politico vanno cercati altrove. E non è difficile immaginare in quale Paese limitrofo.

Colpisce, e non poco, anche l’arma usata per il delitto. Fecero il giro del mondo le immagini di Aleksandr Val’terovič Litvinenko in camice verde, mentre si spegnava lentamente in un ospedale inglese a causa di un avvelenamento da polonio. Il caso generò un’intensa campagna stampa che indicava in Putin il mandante dell’omicidio. Ora le rivelazioni sulla morte di Arafat gettano nuova luce su quell’oscura vicenda…

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedInPrint this page