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Postille / 3 dicembre

Kerry: “Aleppo è andata”

«Aleppo è andata, ma la Russia ha bisogno di una pace, ora è il momento di riprendere le trattative guidate dalle Nazioni Unite». Così John Kerry al Med, Forum internazionale organizzato dal ministero degli Esteri italiano, al quale ha partecipato anche il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov.   Una battuta, quella di Kerry, che vale la storia. In effetti l'esercito siriano e i suoi alleati (russi, hezbollah e iraniani) hanno ormai liberato oltre il 60% della zona Est di Aleppo, quella occupata dagli jihadisti.   Non abbiamo usato a caso il termine "liberato", perché si tratta proprio di una guerra di liberazione, al contrario di quanto hanno riferito finora in maniera ossessiva i media mainstream.   Non servono altre parole per spiegarlo, ne abbiamo spese fin troppe sul nostro piccolo sito. Basta guardare i video provenienti da Aleppo, con la gente in festa dopo la fuga degli oppressori (cliccare qui per vedere i filmati che accompagnano un bell'arti...

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Mondo / 2 dicembre

Libia: Haftar a Mosca

«Si fanno più stretti i rapporti fra il generale libico Khalifa Haftar, arrivato domenica scorsa a Mosca, e il Cremlino. Il capo militare, alla guida delle forze legate al parlamento di Tobruk, è arrivato nella capitale russa per una visita “ufficiale” ed è stato ricevuto dal capo della diplomazia russa Sergei Lavrov, il ministro della Difesa, Sergei Shoigu, e – secondo alcune fonti – dal consigliere per la Sicurezza nazionale Nikolai Patrushev». Così sul FattoQuotidiano del 1 dicembre.   L'incontro va visto nell'ambito delle iniziative diplomatiche di Haftar, che ha già dalla sua il sostegno dell'Egitto, degli Emirati Arabi Uniti e quello tacito della Francia.   Pare che a Mosca non si sia parlato di forniture di armi, stante che verso la Libia vige l'embargo che consente al solo governo di Tripoli, quello legittimato dall'Onu, di acquistare armamenti. E però se tale embargo decadesse, come ha affermato Haftar in un'intervista a un media russo, allo...

referendum
Postille / 1 dicembre

Il Referendum (parte 3)

Il nuovo procedimento legislativo. Resta, infine, da valutare se il nuovo art. 70 della Costituzione – quello, cioè, destinato a regolare il procedimento legislativo – sia capace o meno di superare i (supposti) limiti del bicameralismo paritario.   In realtà, ci si dovrebbe innanzitutto domandare se esista, in Italia, un problema del genere: a leggere i numeri della produzione legislativa nazionale, in confronto ad altri Paesi dell’Unione europea, si vede infatti che il Parlamento italiano “sforna” annualmente un numero significativo di nuove leggi: molte più che il Parlamento di Londra e un numero poco al di sotto di quello degli efficientissimi tedeschi.   Le stesse statistiche dimostrano come, normalmente, le iniziative legislative del Governo giungono in tempi non lunghissimi a buon fine, a dimostrazione che, là dove la coalizione dei partiti che sostiene l’Esecutivo raggiunga un accordo politico, non mancano gli strumenti parlamentari per tradur...

mondo

1 dicembre

Colombia: accordo tra governo e Farc

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«Il parlamento della Colombia ha approvato nella notte il nuovo accordo di pace con i ribelli delle Farc, mettendo così fine a un conflitto durato oltre 50 anni. Il precedente accordo era stato respinto in un referendum popolare». Così sull'Adn Kronos del 1 dicembre.   Nota a margine. In q

1 dicembre

Opec accordo sul petrolio

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«Raggiunto l’accordo per il taglio della produzione di greggio. I Paesi dell’Opec hanno deciso un taglio congiunto della produzione pari a 1,2 milioni di barili al giorno, che porterà il tetto produttivo complessivo a 32,5 milioni di barili al giorno. Lo ha dichiarato in conferenza stampa

28 novembre

Regeni ucciso per abbattere al Sisi

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«L’uccisione di Giulio Regeni è un attacco diretto ad Al-Sisi portato da un nemico interno o, più probabilmente, da un potenza straniera ostile». Inizia così un articolo di Giordano Stabile sulla Stampa del 28 novembre.   Che prosegue: «Il ragionamento che fanno al Cairo è netto. In

25 novembre

L’Europa condanna la Turchia

epa03860623 Members of the European Parliament vote during a plenary session at the European Parliament in Strasbourg, France, 10 September 2013. The European Parliament calls for better protection for users of online gambling.  EPA/PATRICK SEEGER

Il Parlamento europeo ha fermato i negoziati per l'ingresso della Turchia nell'Unione. Decisione che ha destato la reazione di Ankara, che minaccia di stracciare i trattati sui migranti, ovvero di inondare l'Europa di esuli. Il voto europeo intende stigmatizzare la deriva autoritaria del gover

24 novembre

Trump modera sugli immigrati

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Sulla Repubblica del 24 novembre, Siegmund Ginzberg traccia un parallelo tra Reagan e Trump, riscontrando qualche affinità e accennando alle tante differenze. Interessante un passaggio: «Reagan accolse in America centinaia di migliaia di boat people in fuga via mare da Vietnam e Cambogia, Trump

notes

30 novembre

Fidel e la fuga in Egitto

Controversa la storia di Fidel Castro, anche nei riguardi della Chiesa cattolica. Certo non mancarono asprezze verso tanti sacerdoti, anche se è pur vero che a Cuba le chiese rimasero in attività anche durante gli anni duri del regime, quelli dominati dall'abbraccio soffocante dell'Unione Sovietica (alla quale i rivoluzionari si consegnarono per difendersi dalle pressioni americane). Né all'Avana nessuno si sognò mai di buttar giù la statu

per sanctos

Santa Teresina e l’impegno

«Da lungo tempo ho capito che il buon Dio non ha bisogno di nessuno (ancor meno di me che di altri) per far del bene sulla terra


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Impressioni / 21 novembre

Di viaggi non cominciati

Roma, panoramica dall'alto. Può rimandare, del caso a una poesia che narra del tempo e di un viaggio che in fondo non è mai veramente iniziato, come di un tempo che non principia a scorrere. Tale la vita che non conosce eventi degni di nota. Giorgio Caproni, Biglietto lasciato prima di non andare via.   Se non dovessi tornare, sappiate che non sono mai partito. Il mio viaggiare è stato tutto un restare qua, dove non fui mai.

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Impressioni / 14 novembre

Il grido di Pasolini per Sana’a

  Il 2 novembre veniva assassinato in maniera misteriosa Pier Paolo Pasolini. Lo ricordiamo con questo murales che abbellisce, di nascosto, un muro di Roma. E accennando a un'opera dell'artista, tra le più obliate.   Girato in una sola giornata, domenica 18 ottobre del 1970, per soli 13 minuti di durata complessiva, Le mura di Sana’a, costituiscono una sintesi struggente del viaggiare pasoliniano degli ultimi anni.   Documentario ideato sotto la forma di appello all’Unesco per salvare lo Yemen e le sue antichissime mura dall’attacco del capitalismo ormai alle porte, contiene un incisivo inserto italiano, in cui Pasolini intervista gli abitanti di Orte su di uno scempio urbanistico compiuto in quegli anni in u...

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Impressioni / 9 agosto

Il “miracolo della neve”

Il 5 agosto la Chiesa fa memoria della dedicazione della Basilica di Santa Maria Maggiore, la più antica chiesa d'Occidente dedicata alla Madonna.   In questa occasione, nella Basilica romana è uso rievocare il "miracolo della neve", legato alla nascita dell'edificio di culto. Così, durante la liturgia, dal cassettone posto sopra l'altare, da secoli viene rilasciata una cascata di candidi petali, che fluttuando, cadono dabbasso.   Il miracolo al quale si rimanda si sarebbe verificato nella notte del 5 agosto dell'anno 352: un nobile romano, che aveva fatto il proposito di offrire i suoi beni per edificare una chiesa dedicata alla Madonna, aveva fatto un sogno: un luogo innevato gli indicava il punto in cui avrebbe dov...