Notes / 21 febbraio

Di Conforto

Giorno di grande sconforto, quello. Per il sito, che conosceva un intoppo che mi angustiava, dal momento che la mia amica Pina Baglioni era preda di una tempesta perfetta che ne frenava l'apporto, per me più che prezioso, alla rubrica "Come in cielo".   Peraltro avevo chiesto spunti per la rubrica a un amico sacerdote la sera precedente, ma l'angustia, nonostante la conversazione mi fosse risultata più che simpatica, non era passata.   Uno sconforto accresciuto il giorno successivo per le cose del mondo, che quel giorno sembrava dovesse precipitare nel buio, tali e tante le notizie cattive e a tutti i livelli.   Così, alla ricerca di un qualche conforto, chiamo un amico. Con il quale da tempo avevamo in sospeso un incontro con altro amico. Quest'ultimo, per una felice casualità, era con lui, quel pomeriggio, e me lo passa.   Un saluto, qualche scambio di battute. Poi un cenno ad Arezzo e alla Madonna del Conforto che vigila sulla città... Una storia...

Mondo / 21 febbraio

Trump e l’ideologia neocon

L'elezione di Trump aveva fatto sperare nell'inizio di un dialogo tra Stati Uniti e Russia. Purtroppo non è andata così e con le dimissioni forzate del generale Flynn, considerato il più filorusso degli uomini del presidente, sembra che l'idillio annunciato sia finito prima ancora di iniziare.   In un interessante articolo apparso sul Corriere della Sera del 19 febbraio, Paolo Valentino dà spazio al parere contrario di Dmitrij Suslov, vice direttore del Center for comprehensive european and International Studies della Scuola superiore di economia di Mosca.   Per l'analista russo, in realtà, qualcosa nel rapporto tra le due superpotenze è cambiato nonostante tutto, come indica peraltro l'incontro a Baku tra i due capi di Stato Maggiore: «era dal 2014 che i vertici militari dei due Paesi avevano sospeso ogni contatto», precisa infatti Valentino.   «La verità è che l'arrivo stesso di Trump alla Casa Bianca è un game changer - spiega Suslov -...

Postille / 20 febbraio

Trump, Netanyahu e la questione palestinese

L’incontro tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu della scorsa settimana è stato di importanza geopolitica rilevante. C’è chi ha scomodato, al riguardo, il connubio tra George W. Bush e Ariel Sharon, che fu asse portante della politica americana di quella amministrazione.   E ciò perché al termine dell’incontro il presidente americano ha confutato pubblicamente la formula due popoli-due Stati, in riferimento alla questione palestinese, sdoganando l’opzione “un solo Stato” per due popoli, cara alla destra israeliana.   Trump, insomma, avrebbe ceduto alle richieste del suo visitatore, dal quale aveva ricevuto un aiuto decisivo durante la campagna elettorale, dal momento che Bibi sapeva che la Clinton si sarebbe adoperata per farlo sostituire da un liberal (come già fece il marito con Ehud Barak).   Così Trump non ha potuto negare al suo interlocutore una dichiarazione in aperta contraddizione con gli accordi di Oslo dei quali gli Stati Uniti si...

mondo

16 febbraio

Il Manifesto della contro-rivoluzione globale

«Insieme la Pax Britannica e la Pax Americana hanno fornito le basi dell’attuale mondo globalizzato. Eppure oggi entrambi i membri fondatori dell’Occidente stanno allontanandosi dall’ordine che hanno contribuito a stabilire e a mantenere con un notevole dispendio di sangue e di denaro»,

15 febbraio

Trump e Netanyahu

Editoriale del Corriere della Sera del 15 febbraio, a firma Franco Venturini, dedicato all'imminente incontro tra Netanyahu e Trump. Una rimpatriata di vecchi amici, dal momento che il premier israeliano è stato un fervido sostenitore dell'attuale presidente.

  Secondo Venturini il

14 febbraio

Trump è più solo

Michael Flynn, consigliere per la sicurezza nazionale di Donald Trump, si è dimesso. Decisione peraltro inattesa. Dopo la vittoria di Trump la Cia aveva iniziato un'indagine su asserite ingerenze russe sulle elezioni americane a favore di Donald Trump. Un'inchiesta che sembra abbia avuto

10 febbraio

Grossman, Israele e l’apartheid

Molto duro il commento di David Grossman sul voto del parlamento israeliano che ha "sanato" l'abusività di 4.000 alloggi edificati in Cisgiordania da cittadini ebrei: «È solo uno dei segni della direzione che ha preso questo governo - spiega lo scrittore alla Repubblica del 10 febbraio -, che

10 febbraio

Si apre una crepa nel muro del Pacifico

Trump ha telefonato al leader cinese Xi Jinping. Questa la notizia che ieri ha fatto il giro del mondo, perché indica l'inizio di un dialogo tra le due potenze. Nella nota diffusa dalla Casa Bianca, si dà atto che il presidente ha accolto «la richiesta del presidente Xi di tenere fede alla

notes

14 febbraio

Ospedali per la Siria

Abbiamo scritto tanto sulla Siria e sulla sua tragedia che è difficile scriverne senza ripetersi e stancare. E però, avendo avuto notizia di una iniziativa, nata in ambito cattolico, a favore della popolazione stremata da anni di guerra, ne diamo conto ai nostri lettori.   Questo il comunicato ufficiale che ci è pervenuto e che riportiamo anche come invito a partecipare, in qualche modo, a tale iniziativa umanitaria (anche con una

per sanctos

Santa Teresina e l’impegno

«Da lungo tempo ho capito che il buon Dio non ha bisogno di nessuno (ancor meno di me che di altri) per far del bene sulla


Impressioni / 9 febbraio

Pervia

  Giovedì 11 febbraio del 1858, un giorno come un altro nel piccolo villaggio di Lourdes, la Madonna appare alla piccola Bernardette Soubirous. Una variabile meravigliosa entrava nel mondo, senza che la piccola avesse fatto nulla di particolare. E che cambierà la vita di tante persone, la storia della Chiesa e del mondo.   Così la storia cristiana va avanti, di avvenimento in avvenimento, attraverso gesti che pone il Signore e non noi. Proprio per questo è così facile essere cristiani, rimanere cristiani, ritornare cristiani dopo essersi perduti. Facile, facilissimo, come ripeteva così spesso don Giacomo Tantardini ai suoi.   La perversione diabolica di certo cristianesimo moderno in fondo sta tutta qua:...

Impressioni / 19 gennaio

Confessionale

Mi viene da ripensare, davanti alla foto del confessionale, così accesa di rosso, ad una delle formule più toccanti e semplici della liturgia cristiana: «Non guardare ai nostri peccati ma alla fede della tua Chiesa». E quella fede concretamente sono volti e storie, fatte di perdono, a tutte le età.

Impressioni / 9 gennaio

Battiti di cuore

Giorgio Vigolo nella sezione Nuove poesie (1957-1966) collocata in chiusura de La luce ricorda evoca la sua venuta al mondo puntando l’attenzione sulla salva di cannone che dal Quirinale risuonava nell’aria invernale: «La mattina che nacqui, / grigia e fredda di un tre di dicembre, / il plumbeo cielo di neve / echeggiava di salve lontane, / (mi hanno detto, per non so quale / festa d’armi) e di là dal fiume / giungevano i colpi / sugli alberi del Lungotevere / al palazzetto di pietra serena. / Pareva che battesse un cuore / dentro a quel livido cielo di nuvole, / il mio piccolo cuore che palpitava / per lo spavento di nascere».